{"id":2247,"date":"2020-02-10T14:03:45","date_gmt":"2020-02-10T14:03:45","guid":{"rendered":"https:\/\/gvalex.it\/?post_type=news&#038;p=2247"},"modified":"2025-01-27T07:22:53","modified_gmt":"2025-01-27T07:22:53","slug":"i-contratti-dopo-la-brexit","status":"publish","type":"news","link":"https:\/\/gvalex.it\/en\/news\/i-contratti-dopo-la-brexit\/","title":{"rendered":"I contratti dopo la Brexit"},"content":{"rendered":"<p>Con il referendum consultivo del 23 giugno 2016, il Regno Unito ha votato di lasciare l\u2019UE. Il Primo ministro Theresa May e il governo inglese hanno annunciato di voler utilizzare le prerogative \u00a0reali (\u201cRoyal prerogative\u201d) per azionare il meccanismo previsto dall\u2019art. 50 del TFUE che permette il \u00a0recesso volontario e unilaterale di un paese dall\u2019Unione Europea.<\/p>\n<p>L\u2019Alta Corte britannica ha sentenziato che la posizione assunta dall\u2019esecutivo non trova nessuna giustificazione legale. L\u2019utilizzo delle prerogative reali, infatti, permetterebbe di azionare il \u00a0procedimento previsto dall\u2019art. 50 TFUE senza la preventiva autorizzazione del parlamento che \u00a0secondo l\u2019Alta Corte, invece, risulta indispensabile. Il governo ha confermato di voler appellare la \u00a0decisione alla Corte Suprema.<\/p>\n<p>L\u2019economia globale ha risentito degli effetti della Brexit; tutte le linee guida del passato, infatti, non sono pi\u00f9 valide e in questo contesto di profonda incertezza gli avvocati sono chiamati a \u00a0esaminare i contratti dei loro clienti al fine di garantire che tutte le disposizioni e le garanzie previste \u00a0negli stessi rimangano valide ed efficaci anche dopo l\u2019uscita del Regno Unito dall\u2019UE.<\/p>\n<p>Tra le tante clausole che dovranno essere controllate e modificate ci sono, sicuramente, quelle che prevedono la legge inglese come legge applicabile. Queste previsioni, che allo stato attuale \u00a0ricomprendono anche il diritto dell\u2019UE, dopo la Brexit non presenteranno pi\u00f9 quest\u2019automatico rinvio. \u00a0Gli avvocati, quindi, sono chiamati a modificare queste clausole stabilendo espressamente se nella \u00a0stesse sia ricompreso o meno anche il diritto dell\u2019UE.<\/p>\n<p>Anche le clausole riguardanti l\u2019ambito territoriale presenti, ad esempio, nei contratti di distribuzione, franchising e licenza dovranno essere riconsiderate. Dopo la Brexit, infatti, i rapporti tra Regno Unito e stati dell\u2019Unione Europea sar\u00e0 influenzato dai negoziati che UK e UE porteranno a termine. Proprio a causa di questa situazione di grande incertezza, le parti, dovrebbero essere \u00a0chiamate a riconsiderare tali clausole, modificando i contratti che le prevedono e chiarendo le loro \u00a0posizioni.<\/p>\n<p>La situazione di incertezza manifesta i propri effetti anche sulle clausole che stabiliscono il prezzo d\u2019acquisto e il valore del contratto. Anche relativamente a queste previsioni, quindi, sar\u00e0 opportuno \u00a0porre in essere modifiche, prevedendo, ad esempio, mutamenti di prezzo o valuta, che potranno \u00a0essere condizionati sospensivamente al raggiungimento di determinati soglie da parte della valuta \u00a0in uso.<\/p>\n<p>Gli avvocati dovrebbero controllare i contratti contenti clausole che prevedono eventualit\u00e0 di forza maggiore e variazioni negative sostanziali; le stesse infatti potrebbero essere azionate dalla \u00a0Brexit. Sar\u00e0 compito dei legali, quindi, stabilire se, e in quali casi, questa eventualit\u00e0 sia prospettabile, \u00a0modificando, nel caso, i contratti.<\/p>\n<p>La Brexit, infine, potrebe avere ripercussioni anche sulla capacit\u00e0 delle parti di far valere un contratto inglese nei rimanenti stati dell\u2019UE. I legali impegnati a strutturare i termini dei nuovi contratti dovranno considerare questa eventualit\u00e0 strutturando gli accordi in modo che gli stessi non siano influenzati dagli eventuali effetti della Brexit.<\/p>\n<p>Gli avvocati, in definitiva, hanno molto (lavoro) da fare; nuove opportunit\u00e0 potrebbero sorgere e i centri economici dell\u2019Europa potrebbero cambiare. Secondo il Financial Times, sull\u2019onda della Brexit, Milano, la citt\u00e0 italiana pi\u00f9 orientata al business, potrebbe predisporre una zona \u201ctax free\u201d per attrarre investitori e competere con Londra.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Con il referendum consultivo del 23 giugno 2016, il Regno Unito ha votato di lasciare l\u2019UE. 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